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Io sono una docente italiana, e per questo, ancor più grande per esserlo in questo Paese

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TGcom24: “Gli aumenti per i docenti ci saranno, ma non riguarderanno solo lo stipendio. Ad aumentare dovranno essere anche le ore di lavoro. O almeno questa è la richiesta, che però sta rendendo ancora più complicata la già difficile trattativa per il rinnovo del contratto (scaduto dal 2009). Il ministro dell’istruzione Valeria Fedeli ha più volte assicurato che il rinnovo sarebbe arrivato in tempi brevi ma le cose non stanno andando come previsto. Le discussioni sono ancora ferme alla parte del contratto relativa ai rapporti sindacali, afferma il Messaggero, su cui non è ancora stato fissato il prossimo appuntamento previsto per questa settimana. Di aumenti retributivi per ora non se ne parla: sarà difficile trovare i fondi per arrivare agli 85 euro in più senza intaccare le risorse destinate al merito e alla formazione. Quello che invece può aumentare a costo zero è l’orario di lavoro. Un argomento che, in ambito scolastico, scalda gli animi da sempre. I docenti italiani infatti, abitualmente accusati di lavorare troppo poco, sottolineano che il loro orario reale è molto più esteso di quello che si vede nelle aule, oltre alle ore di insegnamento previste da contratto ci sono gli altri impegni, la preparazione delle lezioni, la correzione dei compiti, le riunioni di programmazione, gli scrutini.

Cara Ministra Fedeli, io sono una di quelle insegnanti che nella scuola hanno trascorso la loro vita. Trascorsa su autobus, treni, tram, corriere per raggiungere il posto di lavoro. Per diversi anni ho avuto tre scuole in un anno con orari che dovevo subire perché nonostante l’età sono stata sempre precaria. Ma la mia grande passione, la voglia di insegnare, la mia emozione nel trasmettere le mie conoscenze e rivederle negli occhi dei miei alunni, non mi ha mai fatto sentire stanchezza, ingiustizie. Non mi ha mai fatto vedere che stavo trascurando la mia vita, la mia famiglia, le mie amicizie per dare sempre di più non a Voi che avete distrutto la scuola, ma ai miei meravigliosi allievi. Ora Lei mi comunica che devo aumentare le ore di lavoro, che il nostro aumento calcolato in 85 euro in tre anni è molto difficile perché non trovate i fondi. I fondi che volete riservare al merito e alla formazione. Le vorrei chiedere Sig. Ministra, cos’è il merito. Il merito per me è andare ogni giorno a scuola sempre con il sorriso, accogliere i nostri studenti con la gioia di iniziare un’altra giornata, con la consapevolezza di edificare dei cittadini. Proprio quei cittadini che si troveranno senza lavoro, quei cittadini a cui una politica malsana ha rubato la gioia, la speranza, il futuro.

 

Lei, Sig.ra Ministra mi chiede di lavorare di più. Ma lei sa cosa fa un’insegnante insignificante come me durante il giorno? Lavoro almeno 5 ore al giorno in classe. Una classe è una responsabilità. I genitori ce la regalano la mattina, e noi dobbiamo trasformarli gli studenti in uomini e donne. Dobbiamo entusiasmarli, dobbiamo farli innamorare delle nostre materie. Dopo aver lavorato tutta la mattina torniamo a casa. La casa, con il nostro stipendio, non può essere curata da nessuno. Allora incominci a pulire, ti rimetti il cappotto e vai a fare la spesa, torni prepari la cena e poi incominci a lavorare di nuovo. Incominci nel mio caso a trascrivere le partiture, incominci a preparare lezioni per i ragazzi che hanno difficoltà. Ri-cominci a lavorare, senza pensare che le persone accanto a te hanno bisogno di te. No, perché il tuo lavoro ti divora e non ti fa pensare a nessun’altro. Forse siamo degli illusi, sicuramente io lo sono. Una Ministra dell’Istruzione dovrebbe sapere cosa fanno gli insegnanti.

 

Ma noi, nella nostra giostra politica, spostiamo le pedine e una sindacalista tessile mi giudica. Non mi interessa che abbia la laurea o meno, mi interessa abbia la capacità di capire la nostra insoddisfazione che stiamo manifestando anche a costo di manganellate, da quando la “Buona Scuola”, è stata messa in atto. Io scrivo da un letto. Un letto dove corrono le mie paure e la mia incapacità di elaborare di avere la morte che mi accompagna. Ma nonostante ciò, io Sig.ra Ministra, alzerò i miei pugni, andrò in piazza, scriverò, urlerò contro la sua ignoranza. La sua ignoranza offende tutti i docenti italiani e mai le perdonerò di avermi fatto trascorrere questo momento, insieme alla sua incompetenza e la sua incapacità. Io sono una docente italiana e per questo voglio partecipare a rendere ancora più grande questo nostro Paese”.

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Io sono una docente italiana, e per questo, ancor più grande per esserlo in questo Paese
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Io sono una docente italiana, e per questo, ancor più grande per esserlo in questo Paese
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Dopo aver lavorato tutta la mattina torniamo a casa. Ma poi incominci a lavorare di nuovo. Incominci nel mio caso a trascrivere le partiture, incominci a preparare lezioni per i ragazzi che hanno difficoltà. Ri-cominci a lavorare, senza pensare che le persone accanto a te hanno bisogno di te.
Author
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Claudia Pepe

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