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Il marito l’ha uccisa con 29 coltellate, ma hanno detto senza crudeltà

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Rosanna Belvisi, era una donna di Pantelleria. E’ stata uccisa dal marito con 29 coltellate. Per il giudice non c’è stata crudeltà. Non c’è stata crudeltà! Avete capito bene. Un assassinio può essere un atto composto, un gesto che con la spietatezza non ha nulla a che fare. Il 15 gennaio del 2017 Luigi Messina uccise la moglie Rosanna Belvisi con 29 coltellate nella loro casa di via Coronelli, a Milano. L’uomo è stato condannato solo a 18 anni di carcere perché, come ha scritto il giudice nelle motivazioni della sentenza, non c’è stata l’aggravante della crudeltà: le coltellate furono sferrate “verso regioni del corpo vitali, senza l’intento di arrecare sofferenze aggiuntive alla propria consorte”. Avete capito bene: non c’era l’intento di arrecare sofferenze aggiuntive! Con queste motivazioni il gip di Milano Livio Cristofano ha escluso l’aggravante della crudeltà a carico dell’uomo, condannandolo in primo grado, con lo sconto previsto per il rito abbreviato, a 18 anni di carcere per omicidio volontario. Avevano fatto l’amore prima i due coniugi, Luigi Messina aveva soddisfatto le sue voglie. Poi una lite, l’ennesima, e lui, l’uomo dichiarato privo di crudeltà da un giudice che dovrebbe solo dimettersi, ha deciso che nella morte di una donna, se continui ad affondare il coltello nello stesso punto, non c’è crudeltà. Ma chi è più crudele? Il giudice o l’assassino?

 

Il marito, dopo aver ammazzato una di noi, ma senza crudeltà, è uscito di casa, è andato in pasticceria a comprare i babà e ha giocato alle slot machine. La figlia Valentina ha descritto la vita familiare come un inferno tanto è vero che Rosanna era già stata accoltellata nel 1995. Il difensore dell’assassino ha presentato ricorso in appello chiedendo di riconoscere le attenuanti generiche perché Luigi Messina, confessando, «ha apportato un grande contributo alle indagini». Siamo arrivate a dover nascondere il nostro dolore, le nostre paure, il nostro terrore. La senatrice del PD Francesca Puglisi chiede la chiusura del programma: ”Amore criminale”, perché contribuisce a rafforzare insani propositi emulativi di coloro che, incapaci di dare un senso alla propria esistenza, credono di poter approdare all’immortalità mediatica tramite la distruzione propria e altrui.” Allora donne, stiamo zitte, prendiamoci le coltellate, dopo aver fatto l’amore prima con il nostro assassino, e dopo stiamo sempre zitte.

 

Ogni due giorni una donna viene uccisa dal compagno, riporta l’Espresso, ma ogni due giorni noi donne non subiamo crudeltà! Altro che non parlarne. Le coltellate delle donne devono essere portate sui banchi dei nostri allievi, le false crudeltà devono essere motivo di studio nelle ore di lezione. La morte delle donne deve essere discussione, dibattito e confronto tra i nostri ragazzi. Facciamo gli insegnanti, diventiamo persone umane, mandiamo all’aria programmi, UDA, competenze e corsi di formazione. Parliamo ai nostri ragazzi di una donna uccisa con 29 coltellate, ma abbandonata nella sua isola in cui non fu mai regina e ripudiata da una giustizia che non le ha dato credito neanche nella sua orribile morte. 29 coltellate hanno detto che non sono stati crudeli. Io come donna e insegnante mi dissocio da questo mondo che tratta le donne come bambole gonfiabili, come manichini da bucare. Io combatto per noi donne, per i miei figli, per i miei studenti.

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Il marito l'ha uccisa con 29 coltellate, ma hanno detto senza crudeltà
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Il marito l'ha uccisa con 29 coltellate, ma hanno detto senza crudeltà
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La morte delle donne deve essere discussione, dibattito e confronto tra i nostri ragazzi. Facciamo gli insegnanti, diventiamo persone umane, mandiamo all’aria programmi, UDA, competenze e corsi di formazione.
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Claudia Pepe

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